Per non fermarsi alle apparenze
domenica, 29 aprile 2007
Spesso invidiamo gli altri per ciò che hanno, per quello che desidereremmo per noi e non abbiamo, ma che gli altri sembrano possedere.
Le gioie che vedi addosso a chi ti sta intorno ti danno un senso di invidia ed infelicità, ma sono gioie momentanee, passeggere.
Un giorno ci sono, un giorno no.
La vera gioia è quella che porti dentro, non si vede come si può vedere una collana, un paio di orecchini, un anello od un braccialetto, come un oggetto staccato da te che puoi mettere e togliere a tuo piacimento.
La vera gioia la porti dentro di te, non si vede dietro le vetrine di un gioielliere o da un concessionario d'auto.
La vera gioia si vede negli occhi, nel sorriso di chi ce l'ha. Traspare ma non si può toccare, ti rende ricca ma ai ladri non interessa, è contagiosa ma non è una malattia, ti rende bella ma non suscita invidia, la condividi e invece di diminuire, aumenta.

Sii come un portagioie, colma di quel tesoro che non si può toccare, ricca di ciò che non si può rubare,
luminosa di ciò che non si può smorzare,
amata per ciò che non si può invidiare.

(a L.P.)
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domenica, 29 aprile 2007
E' notizia di questi giorni che per presentarsi ai colloqui di lavoro bisognerà andarci con i propri genitori. E ciò per ridurre al minimo i disagi che gli aspiranti al lavoro debbono subire e per limitare le proteste e i disagi che i genitori causano alle società che assumono i loro figli. Si discuterà così preventivamente del tipo di lavoro, del luogo, dei colleghi, del ruolo e delle competenze, e non ultimo dello stipendio del probabile assunto. Tutto questo accade... in America. Spero questo terrificante modus operandi non giunga in Italia. Si fa tanto un gran parlare di noi giovani che non cresciamo mai, che siamo iperprotetti ed eterni adolescenti, e poi ci dobbiamo far accompagnare al lavoro ancora dai genitori? Ma quando ci lasceranno crescere? Non è difendendoci dai pericoli che ci faranno crescere, ma dandoci consigli prima, lasciandoci anche sbagliare, e dandoci un sostegno morale e fisico dopo semmai. O dobbiamo per forza aspettare che ci guardino dall'alto per farci assumere le nostre responsabilità e farci maturare?
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mercoledì, 25 aprile 2007
Chiaro di luna







Intanto una foto fatta su una spiaggia del Messico due anni fa...
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sabato, 21 aprile 2007
Non spaventatevi, è vero, l'ultimo mio post risale alla fine di novembre 2003. Sono stato in Patagonia, sono tornato (sano e salvo), poi sono stato in Turchia, in Messico, a Cuba e per le ferie di quest'anno dovrei andare in Canada. Ma a parte i miei viaggi, la cosa che mi caratterizza è la mancanza di costanza, più volte ho pensato di riprendere a scrivere, ma ho sempre lasciato perdere. Mi devo scusare con tutti coloro i quali mi hanno letto, ma in particolare con absinthfreespirit, che aspettava il mio ritorno dal sudamerica per sapere le mie impressioni. Sarà perchè è stato il mio primo vero viaggio, sarà per gli amici che ho conosciuto in vacanza, sarà per i bellissimi posti che ho visitato, ma la Patagonia mi è entrata nel cuore, paesaggi stupendi, natura bellissima, momenti, giorni indimenticabili... Un po' di nostalgia mi prende sempre quando ci penso.
Mi è piaciuta molto anche la Turchia, anche se non è molto sicura ultimamente, e che dire del Messico? Le spiaggie di Tulum, deserte e senza alcun tipo di infrastruttura di tipo turistico oltre alle stanze dove dormivamo, ti danno tutto ciò di cui hai bisogno: stare in contatto con il mare, la sabbia e i tuoi amici sotto il sole o all'ombra delle palme. Cuba è una scoperta di integrazione (positiva) e di controllo ed indottrinamento (negativi). La gente è calorosa e gentile ma vive in un cubo di cristallo che gli è stato costruito intorno, e che presto crollerà lasciando la gente smarrita ed inerme.

Non so quando ritornerò a scrivere ancora, e di cosa, forse di me, forse di ciò che accade.
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