Per non fermarsi alle apparenze
lunedì, 09 novembre 2009
E' difficile...



...stabilire il momento, il fatto preciso, dopo i quali gli avvenimenti prendono una piega diversa. Prima c'erano sorrisi, battute, scherzi, si stava in compagnia e si stava bene. Dopo, mugugni, insofferenza, rifiuto di dialogare e di spiegarsi, cattiveria anche.

A suo tempo cercavo di fare l'ambasciatore, il paciere, e i piccoli momenti di disaccordo si superavano. Fino a quando il mio cercare di far dialogare, se pur a distanza, le parti in causa, non fu visto distortamente come il lavoro del doppiogiochista. E da colomba mi ritrovai falco, e quindi capro espiatorio e causa delle discordie.

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Ho smesso di fare il portavoce, ferito da quell'accusa, e da una parte era meglio così, se il dialogo ci doveva essere, era giusto fosse diretto e non triangolato. Ma da quel momento le cose hanno cominciato ad andare sempre peggio, accuse e offese da leggere a sempre più pesanti, fino alla rottura definitiva.

Una lacerazione che riguarda anche me.

Come si può scegliere fra due (ex)amici? Ognuno con la propria verità, con le cose dette e con le cose non dette?

Il silenzio, e un passo indietro, un distacco da entrambi che li mantenga alla stessa distanza, senza scegliere di stare con uno, per non perdere l'altro. Ma perdendoli entrambi...
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venerdì, 06 novembre 2009
Tanta tristezza...

...ecco cosa rimane nel cuore stasera. Una ferita inferta all'improvviso, senza motivo, un'accusa diretta e senza possibilità di ribattere, senza chiedere, prima, se davvero io centravo.

Un giorno di silenzio, per esaminare pensieri e fatti, senza trovare valide giustificazioni per l'accusa. La decisione di mantenere le distanze, fare un passo indietro per cercare di non rimanere coinvolto in una guerra che non è la mia.

Una serie di coincidenze, di fatti che si incastrano uno con l'altro come per mano di un destino saggio, e la distanza che ho deciso di tenere si è fatta più grande, i tempi che si dilatano. E poi un messaggio.

"Scusa per ieri, sei arrabbiato con me? Rispondi, ti prego"

Momenti pesanti, la delusione è ancora qui, se c'è amicizia c'è dialogo, non ci sono accuse decise a tavolino. Chiamo io, un sms non renderebbe il mio stato d'animo: "Ci sono rimasto male, accusarmi così..." "Scusa, ci ho pensato dopo" e un tono che non aveva il sollievo dello strappo mancato, ma tanta rabbia, tanto astio "Oggi [lui] non c'era...", un conflitto latente mai risolto, che continua ad avvolgersi su se stesso, e cresce nutrendosi di se stesso, e ce n'è così tanto che ormai copre tutto, sommerge gli altri sentimenti, li ingloba e li disgrega a poco a poco, e sento giustificazioni, paura di affrontare la realtà, non voler vedere, non voler ammettere ciò che è nel cuore, e la sensazione di perdita, di sconfitta si insinua nella mente, e tristezza per un'occasione sprecata, vedere una persona in gamba che si perde nella vigliaccheria... una persona che ritenevo amica, almeno da parte mia, ma che sembra voler fuggire da tutto e da tutti, e che per quanto cerco di aiutare non vuole lasciarsi aiutare. Stasera il mio umore è cupo, intriso di un pessimismo profondo quanto può essere l'abisso emozionale che a noi scorpioni attira come il nettare le api.



Il senso di perdita è denso e trasparente, invischia i pensieri e cancella il sonno








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